Studio di fattibilita' per la conoscenza, conservazione e gestione delle zone umide liguri

 
Progetto ZUM

Il paesaggio ligure è punteggiato da numerose zone umide, intese quali aree confinate dove si sono accumulati sedimenti minerali e organici in ambiente umido e provvisti di una copertura vegetale e di popolamenti animali adattati agli habitat umidi. Indicate localmente con diversi nomi geografici ("sprugola", "moggia", "pramollo", "piani", "lago" e altri), possono essere contenute entro doline negli ambienti calcarei, oppure nel bacino di antichi laghetti glaciali, o di altra genesi. Molte sono di origine antropica, nel senso che i sedimenti fini messi in movimento dalle erosioni innescate dagli interventi "agrosilvopastorali" su suoli e vegetazione sono andati a sigillare bacini prima drenanti, creando le condizioni per la formazione di laghetti o acquitrini ed il conseguente accumulo di torbe.
Molte zone umide utilizzate a scopi diversi risultano essere state drenate e colmate con tecniche diverse. In età post-medievale, in Val d'Aveto, sembra sia stata utilizzata la pratica detta della "colmata di monte", descritta tra gli altri da Leonardo da Vinci.
Alcuni bacini montani intorbati sono caratterizzati dalla presenza di numerosi alberi alla base dello strato torboso. Le datazioni radiocarboniche finora conseguite collocano gli episodi di "caduta" di tali alberi - soprattutto di abete bianco (Abies alba) - fra il IV ed il II millennio a.C. Si tratta di processi storico ambientali complessi, probabilmente di interesse sovralocale, non ancora compiutamente compresi.
Oltre al ben noto interesse naturalistico in quanto habitat di peculiari specie vegetali e animali, le zone umide presentano rilevante interesse storico ambientale e culturale, in quanto luogo ottimale per la conservazione delle stratigrafie polliniche e sedimentarie, archivio fondamentale per la ricostruzione della storia della copertura vegetale e più in generale dell'ambiente. Presentano inoltre importante interesse archeologico come dimostrato anche da recenti ricerche in Liguria.
Per tali caratteristiche le zone umide, oltre che come habitat degli uccelli acquatici, possono essere materia del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/04) nel duplice aspetto di beni culturali (interesse archeologico) e di beni paesaggistici (art. 2, comma 3: sono beni paesaggistici ... le aree costituenti espressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio. ...).
Il Progetto ZUM afferisce all'intesa Stato-Regione Liguria per il paesaggio, siglata il 5.11.1999, con particolare riferimento alla volontà di (punto d) "promuovere e coordinare attività comuni di studio e ricerca sulle caratteristiche storiche e compositive del paesaggio ligure e sulle possibili forme normative al fine della sempre più approfondita conoscenza dei beni ambientali e storico territoriali e dell'aggiornamento e perfezionamento del Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico, come previsto dalla legge urbanistica regionale (Legge del 04/09/1997 n. 36). Tale attività conoscitiva dovrà basarsi su sistemi informatici concertati e inquadrati nel progetto nazionale di censimento e catalogazione del patrimonio culturale paesaggistico ambientale".

http://www.progettozoneumide.org/progetto.htm

Convenzione di ricerca tra Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria e Università degli Studi di Genova -Dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea - Studio di fattibilità di un progetto per la conoscenza, conservazione e gestione delle zone umide , 9 dicembre 2004 (con Scheda di Progetto, Attività Scientifica del LASA, Articolato Tecnico)

Il progetto è promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali / Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria in collaborazione con il Laboratorio di Archeologia e Storia Ambientale presso l'Università degli Studi di Genova, e rientra nel quadro del fabbisogno strategico delineato dall’Accordo di Programma Quadro con la Regione Liguria in materia di “Salvaguardia e tutela del territorio” II Accordo Integrativo Allegato 1, siglato a Roma il 30 novembre 2005.

(www.regione.liguria.it – istituzione – programmazione - programmazione negoziata)

Soggetti:

Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria (responsabile dott. Roberto Maggi);

Università degli Studi di Genova:

Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Dipartimento per lo Studio del Territorio e delle sue Risorse - DIP.TE.RIS. (responsabile Prof. Carlo Montanari);

Facoltà di Lettere e Filosofia, Sezione Geografico-Storica, Dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea - DI.SMEC (responsabile prof. Diego Moreno);

L.A.S.A - Laboratorio interdipartimentale di Archeologia e Storia Ambientale - Sezione Archeobotanica.

Gruppo di lavoro:

Roberto Maggi, Diego Moreno, Carlo Montanari, dott. Maria Angela Guido, Andrea De Pascale, Roberta Cevasco, Anna Maria Stagno, Eleana Marullo, Carlotta Cerrato, Silvia Fazzi , Elisabetta Zonza, Carlo Gemignani, Bruna Ilde Menozzi , Ilaria Ferrari, Sandra Placereani, Cristina Bellini, Antonella Fichera, Chiara Gagliardi Chiara Molinari, Renato Riberti, Giorgio Bobbio, Giulia Carta, Caterina Ottomano, Stefano Rossi , Anna Smaldone, Marco Tremari

 

Roberto Maggi

 

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1. Veduta aerea del sito delle Mogge di Ertola (Val d'Aveto) durante la campagna di ricerche 2004

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2. Panoramica dello scavo alle Mogge di Ertola. Sono esposti tronchi di Abete bianco.