Inquadramento storico. La colonia di Luna

Nel corso delle alterne vicende che caratterizzarono il conflitto con i Liguri orientali, M. Emilio Lepido, P. Elio Tuberone e Gn. Sicinio, nella primavera del 177 a. C., fondarono la colonia di Luna sul litorale orientale del porto alla foce del Magra con duemila cittadini romani, ascritti alla tribù Galeria, assegnando ai coloni circa 13 ettari di terra pro capite dell'agro tolto ai Liguri. Nonostante il presidio stabile sul territorio, solo le vittorie di M. Claudio Marcello conclusero lo stato di belligeranza nel 155 a. C.

Gli interessi economici delle famiglie senatorie e, poi, della casa imperiale, legati all’attività estrattiva dei marmi “ lunensi” dei bacini sul massiccio delle Apuane, sono elemento cardine per comprendere lo sviluppo e fioritura della colonia che gode del favore del potere centrale.

Già nel corso del I secolo a.C. inizia la fortuna della città con l'esportazione nella capitale per opere pubbliche volute da personalità politiche emergenti, ma lo sfruttamento pianificato e strutturato dei bacini raggiunge il culmine con in età imperiale.

Sul volgere del IV secolo un sisma rilevato dalle indagini archeologiche, provoca il crollo degli edifici pubblici e privati, determinando la fine della città romana imperiale.

La ripresa appare, tuttavia, assicurata: nella prima metà del V secolo Luni è sede vescovile con la Basilica Cristiana costruita con il recupero del materiale provenente dagli edifici capitolini collassati con il sisma.

Nell’altomedioevo la città e il porto ancora attivo sono crocevia degli itinerari devozionali alla volta dei loca sancta,Roma Gerusalemme S.- Jacopo di Compostela fu abbandonata nel 1204 per l’imperversare della malaria.

Le indagini archeologiche hanno portato in luce aree pubbliche e diverse abitazioni e proseguono con campagne programmate in diversi settori: alle tabernae occidentali sul Foro, alla Cattedrale di S. Maria con la Domus di Oceano, al Decumano Massimo, alle Terme tardo antiche nell'area capitolina.

Condotte in stretta connessione con la creazione e l'ampliamento dei percorsi e dei nuclei museali, sono volte sia all'acquisizione di necessari approfondimenti nell'ambito di monumenti già posti in luce e parzialmente esplorati, sia alla definizione di emergenze individuate ex novo: come la Porta Settentrionale con la Domus adiacente, il complesso monumentale del Foro imperiale aggiunto al Foro vetus con il cd. Tempio di Diana e la precedente Domus repubblicana, il cardine minore alla porta Orientale, la porta e le mura Occidentali, il complesso tardo-antico e altomedievale della Cittadella.

Gli esiti delle indagini sono puntualmente resi noti nelle sedi scientifiche e in pubblicazioni didattiche.

La città antica con i grandi ruderi emergenti e l’ager prossimo alle mura sono tutelati dai decreti di vincolo DD.M.M. 31. 03. 1952, 6. 09. 1966, 31. 3. 1973 ai sensi della L. 1089 del 1. 06. ma la tutela e la valorizzazione sono anche alla costante attenzione di Enti ed Istituzioni: l’ordinamento statale è confluito nel Piano Urbanistico Comunale definitivo recentemente adottato e il sistema museale lunense è stato ampiamente recepito dalla pianificazione territoriale regionale e provinciale.

In particolare il PTC Provinciale, nel Sistema turistico della Val di Magra, individua specificatamente nel potenziamento della fruizione storico/archeologica, con epicentro Luni, l'obiettivo di realizzare il Parco Archeologico quale sistema integrato con altre realtà rilevati quali il Parco naturale regionale di Montemarcello Magra e il “sistema apuano”, con il Museo del marmo, l'Accademia e le Cave di Carrara nella Lunigiana toscana.

Anna Maria Durante